Dove tornare…?

Dove tornare... - definitiva“Dove tornare…?”
Jelena Banfichi Di Santo
Abel Books
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“[…] Lo scalo per le imbarcazioni di diporto era ancora in costruzione. I pontili allungati dentro la concava baia racchiusa dal molo frangiflutti in pietra serviva agli occasionali avventori, ma senza offrire alcun arredo e tantomeno servizio. C’era giusto qualche borchia arrugginita fissata alla parete cementizia della banchina. Tutta era qui, allora, la Marina di Meje sotto il monte Marjan, oltre al casotto con la vistosa scritta BAR, una improvvisata tenda parasole che dava scarsa protezione dalla calura, in avanzata con il passare delle ore, un paio di tavolini in plastica di colore indefinito.

L’afa galleggiava sulla superficie stagnante della Riva, come in una desertica Fata Morgana sulla fila di palme rinsecchite e spelacchiate. Attendevamo la Freccia: la barca a vela con la quale salpare verso le isole. Nell’aria surriscaldata immobile non c’era un alito di vento. Muoversi da quel porto andava bene anche con il motore di emergenza. Per esperienza sapevamo che uscendo dalla baia spalatina, oltre le isole Braza e Solta, le correnti avrebbero portato l’agognata brezza marina. Purtroppo, appena verso mezzogiorno la Freccia, sorpassando le due isole all’imboccatura delle porte di Spalato, diresse l’agile prua verso il canale dell’Isola Grande. Avanzava spedita in un silenzio interrotto solo da uno sbuffo dell’entrobordo a nafta, con le vele arrotolate necessità provvidenziale per la barca a vela sul mare senza vento. Più ci allontanavamo dalla città arroventata, sotto il sole offuscato dalla carica di smog e polvere sprigionate dal vicino cementificio dei Castelli e superando la porta di Spalato, ci tornò un po’ di buon umore scomparso con l’arrivo del traghetto in quella città poco ospitale. Raggiunto il canale dell’Isola Grande, la Freccia si diresse verso il suo promontorio nord, proseguendo in una linea ininterrotta dell’orizzonte. Scivolava leggera sulla superficie turchina paragonabile a una distesa di fiori di lino. La barca a vela sul mare senza vento non è molto divertente. […]”